lunedì 18 marzo 2013

IL CARCERE VITTIMIZZA IL REO, NON LO CONSAPEVOLIZZA...


"Questo carcere … è innocentista … produce deresponsabilizzazione
e rimozione del senso di colpa"

Francesco Maisto  - Magistrato

"La ragione per cui le persone sono state portate in galera diventa
irrilevante esattamente due minuti dopo il loro ingresso … lì si cancella quasi
la ragione che li ha portati lì"

Adriano Sofri - Ex-detenuto

"La pena rilevante è la privazione della libertà … qualunque patimento ulteriore non ha senso, scopo e giustificazione"

Francesco Ceraudo - Medico Penitenziario


"Il carcere, quindi, non solo non rispetta la dignità di chi lo subisce, ma non rispetta dignità e diritti di terzi estranei alla trasgressione"

Gherardo Colombo - Magistrato


"Quando le persone detenute si sentono per tutto nelle mani
degli altri e in balìa dell’istituzione, si sentono vittime, non colpevoli: in carcere
ricreano la propria innocenza"

Francesco Maisto  - Magistrato

                                           UNA PROPOSTA





La pena visibile è un progetto organico e articolato che mira a modellare un nuovo scenario esecutivo della pena: una sanzione finalmente allontanata dall’opacità delle mura carcerarie e trasportata fuori, nella società. La realizzazione di un’interazione in cui vengono coinvolti i vecchi protagonisti della pena ma stavolta con funzioni più “aperte”, visibili, attive e con la presenza di un nuovo soggetto: la società, i suoi spazi, le sue relazioni.

Una pena che si esprime “dentro” un consorzio sociale in grado di produrre meccanismi afflittivi più aggiornati, garantendo, al contempo, un sistema di controllo adeguato. Un modello di sanzione “visibile” che, grazie alla co-partecipazione sociale, responsabilizzi il reo e gli fornisca stimoli positivi che possano finalmente distoglierlo da propositi devianti e indirizzarlo consapevolmente verso la pratica costante e continuata di regole sociali condivise.

La Pena Visibile, Salvatore Ferraro, Rubbettino Editore

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